
La goccia

Produzione: Lanzafame & Clemente
Soggetto: Marco Lanzafame, Claudia Clemente
Sceneggiatura e regia: Marco Lanzafame
Costumi: Giovanni Scianna
Musiche: Giuseppe Leopizzi
Scenografie: Laboratorio scenografico Lanzafame & Clemente
Riprese e fotografia: Giuseppe Lo Meo
Montaggio e Sonorizzazione: Michele Di Giovanni
Assistenti alla regia: Salvo Monteleone, Marco Spinnato
Fotografo di scena: Guido Canalella
PERSONAGGI ED INTERPRETI
Giudice: Remo Girone
Commissario: Bibi Bianca
Killer: Gaetano Balistreri
Innocente: Francesco Gulizzi
Giornalista tv: Stefania Blandeburgo
Medico legale: Mari Siragusa
Capo dei secondini: Enzo Ferrante
Ass.Commissario: Salvo Monteleone
Prete: Francesco Cirone
Infermiera: Iolanda Piazza
Barbone: Giovanni Martorana
Sinossi
In un paese immaginario un misterioso killer che elimina malviventi di ogni genere è soprannominato “il giustiziere elettrico” in quanto su ogni cadavere rinvenuto si trovano le stesse tracce di ustione da corrente elettrica.
Ci va di mezzo un innocente che, incriminato per i delitti in seguito a certo indizi, viene condannato alla pena capitale da un inflessibile magistrato il quale poi, catturato quasi per caso il vero killer, poco si preoccupa dell’errore commesso e spedisce anche questo sulla sedia elettrica, in gloria al suo concetto di giustizia.
Il caso è seguito da un commissario che incarna i dubbi dell’uomo sull’equità della pena capitale.
In tutto questo fa da sfondo l’immagine di una giornalista televisiva che dalla scrivania del suo tg diventa quasi la narratrice della storia, una narratrice un po’ particolare che sembra interagire direttamente con chi, nel televisore, la guarda e a cui non resta che piangere impotente di fronte alla lunga schiera di notizie atroci da tutto il mondo che è tenuta a dare.
La vicende trova il suo culmine nel finale in un faccia a faccia tra il giudice ed il killer, i due esternano le ragioni delle proprie cause e convinzioni delineando cosi le due facce della stessa medaglia.
Una storia vista attraverso un’ottica surreale ed intrisa di metafore in cui anche “la sedia” diventa un personaggio, una cosa viva.
